Rocce Magmatiche, Sedimentarie e Metamorfiche per Costruzioni

Le rocce che interessano le costruzioni sono comprese in tre grandi gruppi:

 

Naturalmente non tutte le pietre che sono usate nel costruire sono ricavate in eguale misura da ognuna delle predette grandi classi. Allo scopo di avene un quadro generale, è opportuno analizzare gli aspetti di ciascun gruppo sopraddetto in modo da conoscerne le componenti e le principali caratteristiche per poi poter risalire alla natura delle pietre da opera che derivano da tali rocce.

Le rocce magmatiche

Alle rocce magmatiche, originate dal raffreddamento di magmi fluidi già ad altissima temperatura, appartengono due gruppi le cui caratteristiche dipendono essenzialmente dalla velocità di raffreddamento del magma originario. Infatti, se il magma si è raffreddato lentamente, in profondità (rocce intrusive), in presenza di alte pressioni, la roccia che ne è derivata si presenta con un agglomerato compattissimo di cristalli appariscenti e la struttura della roccia si dice granitoide.

i tipi di roccia vulcanica per costruzioni più usate i sono:

  • i graniti;
  • le sieniti;
  • le diotriti;
  • le peridotiti.

Il granito è la principale pietra ignea da costruzione, ha colori che variano dal grigio argento, al bianco, al rosso; è compatta e massiccia, atta a sostenere elevate pressioni. Il granito è la roccia vulcanica da costruzione utile per rivestimenti e atta alla pavimentazione anche se per la sua compattezza non è traspirante. Mantiene la lucidatura.

Le sieniti, che sono rocce di colore piuttosto scuro, rossastre, violacee, verde scuro, molto compatte e resistenti, che derivano il nome da Syene in Egitto dove esistevano grandi cave per le piramidi, sono rocce molto compatte, per questo con scarse caratteristiche bioecologiche e resistenti.

Le diotriti sono rocce compatte, a struttura granulare simile al granito, dal caratteristico colore scuro fino al nero, sono usate principalmente, in arte funeraria, con cave nel Novarese e in VaI Camonica; caratteristico è il gabbro che è una pietra molto forte, conosciuta anche come granito nero.

Molto noto è il gabbro proveniente dal Labrador (labradonite) di colore azzurrognolo iridescente. Altri gabbri si cavano in Toscana e in Valtellina. Le peridotiti sono rocce povere di quarzo e di feldspati con prevalenza di olivine; la più nota è la peridotite della Valcamonica detta anche labradorite italiana.

Fra le rocce effusive vi sono:

  1. Porfidi quarziferi;
  2. Porfirie e trachiti;
  3. Basalti;
  4. Diabasi.

Se la roccia si è raffreddata in superficie rapidamente (rocce effusive), la sua struttura è vetrosa oppure è caratterizzata dalla presenza di minutissimi cristallini. Si parla allora, nel primo caso, di struttura vetrosa come per le ossidiane ecc., nel secondo caso di struttura porfirica come per i porfidi ecc. In entrambe le categorie ci sono rocce usate per le costruzioni come:

-I porfidi quarziferi, materiali molto compatti e duri, difficili da lavorare per il loro alto tenore di quarzo. Si presentano di colore rosso bruno (porfido del Gleno) o verdastro (Castelrotto di Sarentino). Si usano per lo più in blocchetti o lastre per pavimentazione e sono originari del Trentino e dell’ Alto Adige. Ci sono anche varietà come il Rosso della Valsassina e quello sanguigno di Rogno (Bg);

-Le porfiriti, che sono pietre di provenienza orientale usate dai Romani, come il porfido rosso dell’Egitto e il porfido verde della Grecia; Le trachiti, rocce vulcaniche, prive o quasi di quarzo e pertanto facilmente lavorabili. Sono abbondanti nelle zone vulcaniche attive e spente; tipico è il piperno cavato presso Napoli, che rappresenta la pietra da costruzione del napoletano;

-I basalti, che sono gli equivalenti dei gabbri, ma si trovano nel Trentino, nel Vicentino e in Sardegna e sono usati per lo più per pavimentazioni stradali, con marginali usi di pietra da costruzione. I

Le rocce sedimentarie

Le rocce sedimentarie sono formate da accumuli di materiali provenienti dall’erosione dei materiali pietrosi ignee, o da depositi di natura organica oppure per trasformazione chimica.

Questa è la categoria di roccia da costruzione e più importante per la diffusione e per la varietà dei suoi impieghi; il loro colore va dall’oro al marrone. Sono divise a seconda dell’origine nei seguenti gruppi:

  1. Rocce clastiche;
  2. Rocce di sedimento organico;
  3. Rocce di origine chimica.

Le rocce clastiche

Le rocce clastiche sono quelle rocce sedimentarie costituite dall’insieme del materiale frammentario, fino o grosso, derivato da preesistenti rocce disgregatesi per effetto degli agenti esterni.

Le caratteristiche di queste rocce sono assai dissimili fra loro a seconda che sono rimaste sciolte o incoerenti oppure cementate. Numerose sono le rocce clastiche impiegate direttamente o in ogni caso utilizzate nelle costruzioni. Fra le sciolte sono usati pietrischi e le ghiaie, le sabbie e le argille composte da particelle molto fini. Le argille caratterizzate dalla infinitesima costituzione particellare sono costituite da minerali argillosi provenienti dalla disgregazione di rocce, feldspatiche alle quali sono frammiste parti sabbiose e altre impurità.

Le argille, secondo il contenuto di sabbia, sono dette grasse o magre. Sono grasse quelle dove è estremamente limitata la componente sabbiosa, magre le altre. Il caolino è una delle argille più pure che si conoscano dove prevale la caolinite e si presenta di colore biancastro (serve per ricavare la porcellana).

Fra le rocce clastiche cementate si utilizzano le brecce, a scheletro di pezzatura grossa. Sono molto usate come pietre da rivestimento, dette erroneamente anche marmi, che segate a lastra servono per pavimenti.

Note sono fra le altre la breccia di Stazzema, la breccia medicea di Carrara ecc.; di carattere eruttivo, spesso cementate con calcare, sono tipiche il rosso Levanto e l’Arabescato.

A pezzatura grossa ma arrotondata sono le puddinghe, adoperate in Lombardia per pietre da muro a faccia vista, tipico Palazzo Marino a Milano.

Altri tipi sono le arenarie e gli scisti ardesici, dei quali sono famose le lastre nere di Lavagna, usate per le coperture con caratteristiche bioecologiche ottimali. Una tipologia a se stante è quella delle rocce piroclastiche, che differenziano dalle precedenti in quanto originate direttamente dalle deiezioni vulcaniche; tipiche sono le pozzolane, già usate dai Romani come inerte per le calci. Inoltre vi sono i caratteristici tufi, usati come ottimo materiale da costruzione bioecologico.

Altra roccia piroclastica usata come inerte sono i lapilli del Vesuvio che, a seconda se pumicei o lapidei, vengono variamente usati per confezionare calcestruzzi più o meno pesanti.

Le rocce di sedimento organico

Le rocce di sedimento organico sono costituite per lo più da accumuli di residui organici, avvenuti sui fondi marini e successivamente sollevati nel corso delle ere geologiche.

Questa categoria comprende le rocce per costruzioni più note per l’impiego in edilizia, fra cui molte pietre da taglio come: meno compatti i tufi del Leccese, più compatti il Botticino, il Chiampo di Vicenza, il Broccatello e il Giallo di Siena, il Trani di Bari, il Rosso di Verona, il Rosso Amiata, il Portasanta di Grosseto ecc.

Fra le pietre da muratura e da taglio assai nota la pietra d’Istria, di cui sono costituiti la maggior parte dei palazzi di Venezia e del Veneto.

Le rocce di origine prevalentemente chimica

Le rocce di origine prevalentemente chimica hanno avuto origine da un processo chimico e per successivo deposito, mediante precipitazione, di sali disciolti contenuti in acque correnti lacustri o salate.

Nel primo caso si ha la formazione di calcari concrezionati e travertini, nel secondo del gesso, con gli alabastri gessosi e del salgemma, oltre al Bardiglio di Bergamo detto anche “marmo”.

Fra le rocce di origine chimica, fra le più note e utilizzate vi è il travertino (lapis tiburtinus o pietra di Tivoli dei Romani) che si presta a usi costruttivi come pietra da taglio e da rivestimenti, ottimo materiale bioecologico per le sue caratteristiche traspiranti.

Le rocce metamorfiche

Le rocce metamorfiche derivano sia da rocce eruttive sia sedimentarie che hanno assunto una nuova struttura dovuta a profonde pressioni e alte temperature.

Durante tali fenomeni nelle pietre metamorfiche potrebbe essersi formata una nuova struttura cristallina, nei marmi saccaroidi, dei quali i più noti italiani sono: i Bianchi di Carrara, gli Arabescati della Versilia, i Cipollini a venature verde scuro in Versilia, i Bardigli grigi e venati in Versilia, il Candoglia di Novara, che è la pietra del Duomo di Milano, il Fior di Pesco Carnico e altri minori.

Oppure una struttura scistosa, caratterizzata dalla divisibilità delle lastre sottili come per la Pietra di Beola, di Beura o Bevola; ove talvolta le due strutture coesistono sotto forma di scisti cristallini. Di queste rocce sono usate nelle costruzioni vari tipi di marmo: le pietre Verdi o serpentini come il Verde di Prato, e il Verde Brennero, oppure serpentini brecciati come il Verde Alpi, il Verde Issorie ecc.