Tecnologie per Fonti Rinnovabili

Le fonti Rinnovabili provenienti dal sole, acqua, vento, terra e biomasse possono essere convertite in energia elettrica da nuove ed efficienti tecnologie.

Esse sono il futuro per il nostro sostentamento energetico

L’urbanizzazione avviata negli anni ’50 e guidata da un’importante crescita economica e sociale, ha fatto si che la domanda di energia non fosse più
solo privilegio di pochi, ma prerogativa di tutti.

Tuttavia, l’incessante aumento di popolazione e l’esigenza di un comfort termico ed ambientale sempre più spinto (e talvolta esagerato), nelle abitazioni come nei trasporti, nel riscaldamento come nel raffrescamento, legati allo sviluppo industriale e commerciale, hanno aumentato a dismisura i consumi energetici con un incremento medio del 3% annuo.

Tutto ciò, collegato all’utilizzo di combustibili fossili (carbone, petrolio e gas naturale) per la produzione di energia, e quindi alla generazione dei gas serra (CO2, NOX, SO2), ha contribuito all’attuale crisi climatica.Ma questo non può che essere l’inizio.

Sicuramente, se l’umanità non sarà più coscienziosa e partecipe nella risoluzione di questo preoccupante problema, in futuro l’emergenza climatica si evolverà in vere e proprie catastrofi, in stravolgimenti climatici.

In ciascuno di noi deve esservi la consapevolezza che tutti abbiamo contribuito a questa crisi, che deve essere superata insieme se si ha a cuore non solo il nostro futuro, ma soprattutto quello dei nostri figli e nipoti (Rapporto Bruntland).

Tale citazione si basa sul principio di difesa delle risorse infra ed intra generazionali, ossia qualsiasi azione non deve ledere gli interessi di altri individui e non deve ledere il patrimonio a disposizione delle future generazioni.

Il tema legato alla salvaguardia dell’ambiente ed alle emissioni inquinanti nell’atmosfera è stato affrontato internazionalmente attraverso numerosi
convegni, dei quali il più famoso è quello che ha portato alla stesura del Protocollo di Kyoto: l’intento del Protocollo è quello di ridurre le emissioni di gas serra che dipendono dalla produzione di energia da combustibile fossile, quindi dal settore energetico, edilizio e dei trasporti.

Tale convenzione ha stabilito l’obiettivo entro il 2020 di ridimensionare del 20% le emissioni di gas serra.Le generazioni attuali vivono una fase di transizione tra due epoche: sin dal dopoguerra è in atto una vera e propria “Rivoluzione della Consapevolezza” che implica lo sviluppo di una conoscenza consapevole dei problemi a cui andremo incontro e che sarà fondamentale per determinare il modo e i mezzi, sociali, ambientali e tecnologici, per affrontare il nostro futuro.

Immaginare un domani continuando a consumare ed a inquinare con i ritmi di oggi, comporterebbe innanzitutto un innalzamento della temperatura (già il XX è stato il secolo con la temperatura media più elevata), ma anche un aumento delle precipitazioni e della desertificazione, delle catastrofi naturali e del livello dei mari.

Consapevoli delle eccessive immissioni di gas serra dovute al consumo di carburanti fossili, dell’inquinamento che provocano, e dell’aumento vertiginoso dei prezzi di tali combustibili, è stata sostenuta e dimostrata l’importanza di sfruttare altre forme di energia basate sulle fonti pulite e rinnovabili, soprattutto nel settore
residenziale, dove in Italia le emissioni di gas serra sono purtroppo circa il 35% (35% trasporti, 30% industrie).

L’Europa importa una cospicua parte dell’energia dal resto del mondo a prezzi alti e sempre più imprevedibili. Per superare tale dipendenza è necessario investire in nuove centrali che sostituiscano le vecchie e rispondano alla domanda futura di energia.

Nel periodo 2005-2030 l’U.E. dovrà installare 862[GW] di nuove centrali elettriche per soddisfare i bisogni di energia futuri. L’Europa infatti importa il 56% dell’energia necessaria e raggiungerà il 70% nei prossimi 20-30 anni; nel 2030 l’U.E. importerà
l’84% del gas, il 59% del carbone ed il 94% del petrolio.

Ogni giorno le società ed i consumatori europei pagano un prezzo spropositato per l’energia: il costo annuale del gas importato è oggi di circa 50 bilioni di euro più alto rispetto a pochi anni fa, quando il petrolio costava 20 dollari a barile. L’Europa deve cogliere l’opportunità creata dalla crisi energetica ed ambientale e rivoluzionare il campo della produzione di energia utilizzando le fonti rinnovabili inesauribili.

Il termine “rinnovabile”, come viene inteso in questo campo, ha un significato alterato, poiché qualsiasi combustibile per la produzione di energia, in base alla prima legge della termodinamica “nulla si crea, nulla si distrugge”, continua a “rigenerarsi”.

Per energie rinnovabili si intendono quelle forme di energia prodotte da fonti che per loro caratteristica intrinseca si rigenerano e possono essere  considerate virtualmente inesauribili (a differenza dei combustibili fossili e nucleari).

Quindi il loro utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future. Tali fonti sono: l’energia solare termica e fotovoltaica, l’energia idroelettrica, eolica, delle biomasse e geotermica.

Tutte le fonti di energia sul nostro pianeta hanno un’origine comune: l’irraggiamento solare. Anche i combustibili fossili (carbone, petrolio, gas naturale) derivano dalla trasformazione di materiali organici, che, senza il processo di fotosintesi, che trae energia dall’irraggiamento della nostra stella, non avrebbero
potuto formarsi.

L’energia idroelettrica, per esempio, che sfrutta la caduta delle masse d’acqua, non esisterebbe in assenza del ciclo evaporativo dell’acqua, provocato all’irraggiamento solare.

Senza il Sole, non vi sarebbe il vento e quindi energia eolica. In fin dei conti senza il Sole non ci sarebbe vita.

Perciò tutte le fonti di energia possono essere considerate a rigore rinnovabili; la differenza sta nella velocità con cui esse si rigenerano: quelle fossili hanno bisogno di milioni di anni, le altre, che definiamo più propriamente rinnovabili, sono caratterizzate da una velocità e da una capacità di accumulo praticamente infinita.

Oltre a questa basilare caratteristica, esse possono dare un rilevante contributo nel disegno di un nuovo piano energetico sostenibile: infatti hanno un potenziale
sovrabbondante rispetto ai crescenti bisogni umani che è parzialmente fruibile mediante tecnologie di produzione affidabili.

Infine le rinnovabili producono energia pulita, sostanzialmente esente da
emissioni di gas serra. L’accesso a questo mercato è, e sarà sempre di più negli anni avvenire, caratterizzato dalla competitività della tecnologia utilizzata, dalla sua affidabilità e dalla sua capacità di ridurre le emissioni dei gas inquinanti a parità di servizio reso. Le fonti rinnovabili in tal senso sono naturalmente candidate a ricoprire questo ruolo in quanto possono essere convertite in energia elettrica.